Jeudi 29 janvier 2009 4 29 /01 /Jan /2009 23:42

Da queste parti si dice che chi va di fretta in Patagonia perde tempo. Me ne rendo conto subito salendo sulla barca che dall'isola Chiloè mi trasporterá 500 miglia piu in basso, nel puerto di aysen, cuore della Patagonia cilena.
La partenza prevista per le 4 del pomeriggio, a causa della bassa marea, viene posticipata alle 7.  Il capitano, cercando di salpare a tutti i costi, danneggia un elica e la partenza slitta alle 11, e poi alle 4 del mattino.
Finalmente, dopo aver cambiato elica e capitano, alle 6 e 30 del giorno dopo si parte.
24 ore di navigazione, tra fiordi dove nuotano delifini, pinguini e dove si coltivano salmoni al riparo del virus che ha colpito i loro cugini del nord, per arrivare al cuore della patagonia. Da qui domani intraprenderò un cammino difficile lungo la carrattera austral per attraversare il confine con l'Argentina, la dove non esistono strade. Sará un viaggio difficile e senza certezze. I trasporti pubblici sono miraggi e prego il Dio degli autostoppisti che qualcuno mi carichi perchè devo assolutamente prendere una barca che parte lunedi. 

Per il resto che dirvi? da quando son rimasto solo a proseguire il viaggio è passato quasi un mese. Ho dovuto fare una sosta forzata di 10 giorni  in una Santiago estiva con 32 gradi all'ombra. Ospite a casa di due tipi assurdi e incantevoli.
Ho avuto modo di sistemare tutte le cose che dovevo e ricevere il tanto atteso pacco dall'italia che mi ha permesso di proseguire il viaggio. Da li mi son spostato nel verde della zona dei laghi. Tra vulcani attivi e lagune dalle acque color smeraldo. 
Son stato ospite a casa di gente simpaticissima con la quale ho condiviso momenti incredibili. Devo proprio ringraziare couchsurfing per esistere e per rendere cosi facile l'incontro fra persone sconosciute e far sentire a casa i viaggiatori.
Grazie ad Ignacio, un ragazzo che vive a Puerto Varas, ho potuto pedalare per un giorno intero in paesaggi mozzafiato, discendere tra la lava secca dell'eruzione di un vulcano e spararmi 70 km in una strada bellissima. Grazie a lui ho potuto apprezzare la bontá e il prezzo stracciato dei frutti di mare di queste parti. Passando da amico ad amico ho pouto conoscere posti incantevoli, fuori dai destini turistici comuni e trovarmi in sella ad un cavallo a cavalcare nelle onde del pacifico. Cosi facendo mi son ritrovato ospite a casa di una persona che chiamano il pazzo. Una casa di legno in una isola, ad una ora e mezzo di navigazione da chiloè, dove l'elettricitá non esiste. Un isola dove il tempo si è fermato. Anche un punguino l'ha scelta per andarci a morire. Con tempo carichero le foto e potrete rendervi conto di cosa parlo.

Ora, con un po di fretta per via della mia data di rietro, vado dritto alla scoperta della Carrettera austral e dopo a visitare il parco nazionale piu importante dell'america latina: la torre del paine. Da li la meta piú australe: Ushuaia e dopo di che la risalita che ancora è poco chiara. Ma anche se ho fretta non lo dico a nessuno perchè vale sempre il detto sopra riportato e pertanto se qualcosa va storto, pazienza. Tanto se c'è qualcosa che avanza, in patagnoia, è il tempo.

Par G. & Anto
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